INTERROGAZIONE
PARLAMENTARE
DELL'ON. MAURIZIO TURCO
31
maggio 2007
Interrogazione a risposta
scritta di Maurizio Turco
Al Presidente del Consiglio
Al Ministro dell’Interno
Premesso che
È a tutt’oggi presente sul sito* della Polizia di Stato il
seguente comunicato stampa:
“15 Settembre 2004 - Accordo tra Ministero dell´Interno -
Dipartimento di P.S. e il Gruppo Telecom Italia per la
protezione da attacchi informatici dei sistemi informativi
che gestiscono l´infrastruttura nazionale di
telecomunicazione.
La Polizia Postale e delle Comunicazioni, insieme con
Telecom Italia, svilupperà un apposito piano di
prevenzione.
Il Capo della Polizia - Direttore Generale della Pubblica
Sicurezza - Prefetto Giovanni De Gennaro e il Presidente
del Gruppo Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, hanno
sottoscritto oggi, presso il Dipartimento della Pubblica
Sicurezza, un accordo per migliorare la prevenzione dei
crimini informatici a danno delle infrastrutture
tecnologiche di telecomunicazione.
Alla firma erano presenti:il Prefetto Antonio Manganelli,
Vice Direttore Generale della P.S. con funzioni Vicarie, il
Prefetto Pasquale Piscitelli, Direttore Centrale per la
Polizia Stradale, Ferroviaria delle Comunicazioni e per i
Reparti Speciali della Polizia di Stato, il Direttore del
Servizio Polizia Postale delle Comunicazioni dott. Domenico
Vulpiani; per Telecom Italia, il dott. Giuliano Tavaroli,
Security - Group Senior Vice President.
L´intesa, di durata triennale, si pone l´obiettivo di
sviluppare tutte le forme di collaborazione utili a
prevenire attacchi contro i sistemi informatici e
telematici delle telecomunicazioni di rete fissa gestiti da
Telecom Italia..
La gestione delle telecomunicazioni di rete fissa operative
sul territorio nazionale, infatti, avviene soprattutto
mediante il supporto dei sistemi informatici di Telecom
Italia, che pertanto sono da ritenersi strategici per la
tutela del traffico telematico, sviluppato dalle più
importanti aziende nazionali e dalle istituzioni pubbliche
attraverso le infrastrutture di telecomunicazioni del
Paese.
Per questo motivo è stato deciso di realizzare, attraverso
adeguati canali di collaborazione, coordinamento e
comunicazione, un sistema di protezione finalizzato
all´individuazione delle minacce nei confronti di queste
infrastrutture. L´obiettivo è quello di elevare i livelli
di protezione e rendere più facilmente identificabili le
cause di eventuali attacchi.
In questa ottica, il Servizio Polizia Postale e delle
Comunicazioni e Telecom Italia hanno anche previsto la
possibilità di sviluppare insieme attività di formazione e
addestramento sulle nuove tipologie di attacchi e sulle
nuove tecnologie a difesa delle infrastrutture
informatiche.
L´accordo - che si aggiunge a quelli già sottoscritti con
Ferrovie dello Stato S.p.A., con l´ACI (Automobile Club
Italia), con GRTN (Gestore Rete Trasmissione Nazionale),
con la RAI (Radio Televisione Italiana), con SNAM Rete Gas
e con A.B.I. (Associazione Bancaria Italiana) - rappresenta
un ulteriore ed importante passo in avanti del Dipartimento
di P.S. nella costruzione di un progetto globale di
protezione delle infrastrutture informatiche critiche per
la sicurezza e la prosperità del Paese. Tale progetto è
parte integrante delle strategie del Ministro dell´Interno
in difesa della sicurezza nazionale.
In questo contesto, nuovi analoghi accordi bilaterali
saranno presto stipulati tra il Dipartimento della P.S. e
gli altri enti istituzionali o aziende che gestiscono
infrastrutture critiche.
Presso la Polizia Postale e delle Comunicazioni è ormai in
fase avanzata la realizzazione del "Centro Nazionale
Anticrimine Informatico per la Protezione delle
Infrastrutture Critiche", che sarà in collegamento costante
con analoghi organismi di altri Paesi, con provider e
gestori nazionali ed internazionali di internet. Il centro
fungerà, inoltre, da centrale di coordinamento informativo
e investigativo per gli operatori delle strutture
territoriali della Polizia Postale e delle Comunicazioni
addetti alla prevenzione e alla repressione dei crimini
informatici.
Chiede di sapere:
- se il testo dell’accordo è pubblico e dove è reperibile
e; in caso contrario, per quale motivo;
- se ha comportato oneri per lo Stato e, in caso
affermativo, chiede di conoscerne l’ammontare e da quale
fondo sono stati impegnati;
- se detta intesa è tuttora valida e cosa intende fare alla
scadenza della stessa prevista per il settembre prossimo;
- se ha rilevato da parte di Telecom Italia SpA , suoi
dirigenti o dipendenti, l’utilizzo fraudolento di dati
sensibili degli utenti privati e istituzionali, quali il
traffico, i testi delle mail, le conversazioni telefoniche;
- se e quali iniziative la Polizia di Stato e le altre
istituzioni preposte alla difesa dello Stato hanno messo in
atto per prevenire, controllare e contrastare eventuali
abusi da parte di Telecom Italia SpA, suoi dirigenti o
dipendenti, nell’utilizzare illegalmente o impropriamente
dati sensibili degli utenti privati e istituzionali, quali
il traffico, i testi delle mail, le conversazioni
telefoniche;
- chi sono attualmente gli interlocutori della Polizia di
Stato al posto dei signori Marco Tronchetti Provera e
Giuliano Tavaroli.
* http://www.poliziadistato.it/pds/online/comunicati/index.php?aa=2004&mm=09&id=578
5) oggi ho depositato questa:
Interrogazione a risposta scritta di Maurizio Turco
Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro dell’Interno
Premesso che
A - SUL MOVIMENTO DI 12 PREFETTI IN PROSSIMITA’ DELLE
ELEZIONI DEL 9-10 APRILE 2006
A1 – il 27 marzo 2006, a seguito di alcuni articoli di
stampa che avevano preannunciato il movimento di 12
prefetti in prossimità delle elezioni politiche del 9 e 10
aprile, il presidente dell’associazione dei prefetti, il
Sinpre, Claudio Palomba, mandò al Ministro dell’Interno una
accorata missiva: “… non è mai stato nello stile dei
Ministro dell’Interno dal 1948 ad oggi (salvo alcuni
rarissimi casi) elargire regali e remunerazioni a fine
legislatura così come i Ministri di questo dicastero si
sono sempre distinti dagli altri per il rigore ed un certo
“distacco” nel periodo di campagna elettorale, dovuto
proprio al loro ruolo di garanti della correttezza del
procedimento elettorale … “ (“i libri di diario”, numero3,
maggio 2007 – pagina 54)
A2 - Il 29 marzo il Consiglio dei Ministri riunito a
Palazzo Chigi, su proposta del Ministro dell’Interno
Pisanu, delibera il movimento di 12 Prefetti.
B - SULLE INTERRUZIONI E IL RITARDO DELLA DIFFUSIONE DEI
DATI ELETTORALI DA PARTE DEL MINISTERO DELL’INTERNO
B1 - il 19 luglio 2006 il Prefetto Adriana Fabbretti,
direttore dei Servizi elettorali del Viminale, nel corso
dell’audizione alla giunta delle elezioni della Camera dei
Deputati, “alla domanda dell’Onorevole Donata Lenzi, il
Prefetto Fabbretti aveva risposto “Probabilmente, vi
saranno stati anche dei tempi tecnici, perché l’afflusso
dei dati al Ministero crea delle code, in quanto ogni
prefettura invia il proprio dato. Quando chiedevo perché si
fermasse la trasmissione mi spiegavano che ciò era dovuto
al fatto che si creavano dei blocchi. In prefettura, forse,
il dato arrivava prima, perché era singolo. Ci saranno
stati dei motivi tecnici, sui quali non sono in grado di
riferire.”. Donata Lenzi: “Quindi, lei dice che quel vuoto
che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso tra le 16 e le
17,30 di lunedì è stato provocato solo da una causa
tecnica?” Prefetto Fabbretti : “Sì. La causa è stata solo
tecnica, anche perché i dati venivano trasmessi su internet
automaticamente, e quindi non si potevano bloccare.”;
B2 – il 4 dicembre 2006 Roberto Andracchio, dirigente
dell’Area I, capoufficio staff dell’Ufficio I dei Servizi
informatici elettorali del Viminale, nel corso di una
testimonianza resa negli Uffici della Questura di Roma-
Digos, dichiara, tra l’altro, che : “Per quello che
riguarda l’andamento dei flussi elettorali e, in
particolare, i ritardi, voglio dire che la sera delle
elezioni, intorno alle ore 20 circa, anche se non ricordo
con precisione l’orario, ci siamo accorti di rallentamenti,
all’inizio minimi ma che andavano crescendo. Vale a dire i
dati che arrivavano dalle Prefetture non erano diffusi
istantaneamente ma si mettevano in coda provocando ritardi.
Abbiamo verificato il corretto funzionamento dei nostri
sistemi del centro informatico e poi, attraverso uno
scambio di informazioni con il Dipartimento della pubblica
sicurezza, ci è stato segnalato il malfunzionamento di una
macchina di sicurezza “anti-intrusione” interna alla rete
del Centro informatico, ossia un apparato di rete a
salvaguardia degli apparati interni al Centro tecnico.
Abbiamo risolto il problema baipassando questa macchina e
adottando altre misure di sicurezza e in tempi piuttosto
rapidi, circa 20 minuti, dopo aver focalizzato il problema,
la situazione si è normalizzata. Diciamo che il “blocco” è
durato circa 30 minuti e nei 15 o 20 minuti successivi,
risolto il problema, tutto l’arretrato, ovvero i dati che
erano stati messi in coda, sono stati regolarmente diffusi.
Non ci sono stati ritardi nel completamento delle
operazioni diffusione dati.” (“i libri di diario”, numero3,
maggio 2007 – pagina 23);
B3 – marzo 2007, Enrico Deaglio, direttore di Diario, che
aveva formulato alcune domande al Ministero dell’Interno,
alla domanda specifica: ci furono blocchi di trasmissione
dati quella notte?, Felice Colombrino, capo ufficio stampa
del Ministero dell’Interno, risponde: “… l’interruzione
della diffusione dei dati sul sito internet è avvenuta una
sola volta ed è durata 32 minuti (dalle ore 00.10 alle ore
00.42). Nei successivi 20 minuti si è provveduto a smaltire
celermente e a diffondere tutte le comunicazioni
accumulate. La breve interruzione è stata causata da un
transitorio, rallentato funzionamento di un apparato di
rete locale del Ministero dell’Interno, collegato al
sistema di diffusione dei dati. Durante la notte delle
elezioni è stata assicurata la presenza di specialisti
Siemens per la sola, eventuale assistenza al personale
interno del Ministero che ha gestito direttamente le fasi
operative ed i rapporti con le Prefetture.” (“i libri di
diario”, numero3, maggio 2007 – pagina 59).
C) SULLE NOMINE DEGLI OPERATORI INFORMATICI
C1 - il 3 gennaio 2006 viene approvato dal Consiglio dei
Ministri il decreto legge numero 1, che sarà convertito con
modificazioni il 27 gennaio dalla legge numero 22 con il
quale si dettano, tra l’altro, “disposizioni urgenti … per
la rilevazione informatizzata dello scrutinio…”;
C2 - il 21 febbraio 2006 il Ministro per l’innovazione e le
tecnologie in risposta all’interrogazione 4-10195
presentata dal Senatore Fiorello Cortiana, in relazione
alla nomina gli operatori informatici - previsti
dall’articolo 2, comma 1, del decreto legge numero1 del
2006 - scriveva che “la loro individuazione dovrà
necessariamente basarsi sulle capacità tecniche possedute;
in ogni caso ad essi verranno forniti specifica formazione
e adeguato addestramento.”
C3 - il 21 marzo 2006, il Ministro per l’Innovazione e le
tecnologie emanò un decreto di nomina degli operatori
informatici e otto giorni dopo, il 29 marzo, ne emise un
secondo, avendo “Ritenuto opportuno ampliare l’elenco degli
operatori informatici al fine di disporre di un adeguato
numero di soggetti che assicurino l’esecuzione della
rilevazione informatizzata dello scrutinio delle elezioni
politiche 2006 nella totalità degli uffici elettorali di
sezione”; nella Gazzetta Ufficiale n. 81 di giovedì 6
aprile 2006, non sono stati pubblicati i due decreti ma un
comunicato nel quale si dice che “I suddetti provvedimenti
sono consultabili sul sito del Ministro per l’innovazione e
le tecnologie denominato www.innovazione.gov.it“,
oggi introvabili; dai due decreti si evince che sono stati
nominati 39.838 operatori informatici secondo il seguente
prospetto:
Provincia di DM
21
marzo DM 29 marzo TOTALE
Incremento operatori
assoluto % inormatici
Roma 7.817 1.899 24,29% 9.716
Rieti 875 135 15,43% 1.010
Viterbo 1.206 331 27,45% 1.537
Latina 1.898 160 8,43% 2.058
Frosinone 1.943 92 4,73% 2.035
Genova 2.148 432 20,11% 2.580
Imperia 981 51 5,20% 1.032
La Spezia 1.077 18 1,67% 1.095
Savona 1.036 62 5,98% 1.098
Bari 3.057 449 14,69% 3.506
Barletta-Andria-Trani 557 2 0,36% 559
Brindisi 1.151 127 11,03% 1.278
Lecce 1.989 249 12,52% 2.238
Taranto 1.652 170 10,29% 1.822
Foggia 1.737 187 10,77% 1.924
Cagliari 1.734 134 7,73% 1.868
Nuoro 860 41 4,77% 901
Carbonia-Iglesias 365 --- 365
Medio Campidano 289 5 1,73% 294
Ogliastra 225 5 2,22% 230
Oristano 875 31 3,54% 906
Sassari 1.357 128 9,43% 1.485
Olbia-Tempio 299 2 0,67% 301
TOTALI 35.128 4.710 13,41% 39.838
C4 - il 10 aprile 2006, seconda giornata della tornata
elettorale, il Ministro per l’Innovazione e le tecnologie
emette un terzo decreto per nominare ulteriori 176
operatori informatici “stante il fatto che gli elenchi
approvati” con i precedenti decreti “sono risultati
insufficienti al momento dell’effettiva presentazione ai
seggi degli operatori”;
D) SUL VOTO ELETTRONICO, I RITARDI NELLA PUBBLICIZZAZIONE
DEI DATI E LE INCURSIONI INFORMATICHE
D1 - il 3 gennaio 2006 viene approvato dal Consiglio dei
Ministri il decreto legge numero 1, che sarà convertito con
modificazioni il 27 gennaio dalla legge numero 22 con il
quale si dettano, tra l’altro, “disposizioni urgenti … per
la rilevazione informatizzata dello scrutinio…”;
D2 - il 14 marzo 2006 viene sottoscritto il “Contratto per
l’affidamento della realizzazione di un Sistema integrato
per la rilevazione informatizzata dello scrutinio alle
elezioni politiche del 2006, nonché per la sperimentazione
della trasmissione informatizzata dei risultati dello
scrutinio agli uffici preposti alla proclamazione e
convalida degli eletti” sottoscritto il 14 marzo 2006
dall’Ing. Mario Pelosi per conto della “Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le innovazioni e
le tecnologie” e dal Sig. Marcello Giuseppe Caruti
Antonelli per conto di “Telecom Italia Spa” in quanto
Impresa mandataria capogruppo di un Raggruppamento
Temporaneo di Imprese, per un importo di euro 27.995.000
(iva esclusa); detto contratto manca delle pagine da 8 a 27
e dalla 29 alla 40 nonché dei 4 allegati (“i libri di
diario”, numero3, maggio 2007 – riproduzione del contratto
alle pagine 60/62)
D3 – il 21 febbraio 2006 il Ministro per l’innovazione e le
tecnologie in risposta all’interrogazione 4-10195
presentata dal Senatore Fiorello Cortiana, scriveva che “A
proposito del rilievo circa le modalità di affidamento
della gestione e realizzazione dello scrutinio elettronico,
si osserva che il citato decreto-legge n. 1 del 2006 ha
espressamente previsto che tale affidamento avvenga in
deroga alle norme di contabilità generale dello Stato,
stante il brevissimo lasso di tempo disponibile prima della
consultazione elettorale; lo svolgimento delle procedure
ordinarie sarebbe stato infatti impossibile in tempi tanto
ristretti. La modalità prescelta è quindi quella della
trattativa privata; in tal senso, sulla base di procedure
trasparenti e nel pieno rispetto delle leggi del mercato,
verranno valutate l’economicità e la funzionalità delle
offerte.”
D4 - il 9 marzo 2006 la società Ales srl di Selargius (CA)
fa notificare al Dipartimento per l’Innovazione e le
Tecnologie presso il Consiglio dei Ministri e al Ministero
dell’Interno un atto stragiudiziale di diffida (avente ad
oggetto il servizio di rilevazione informatizzata dei
risultati degli scrutini elettorali in occasione delle
elezioni politiche del 2006), dall’utilizzare - onde non
incorrere nelle medesime violazioni di legge attribuite a
E.D.S. Italia S.p.A, ognuno per quanto di propria
competenza: numeri di licenze d’uso del programma “Seggio
Elettorale Elettronico e-Voto®”, oltre la misura massima
delle 2.500 cedute dalla Ales S.r.l. nel 2004, in relazione
alla lesione dei diritti alla stessa riferibili quale
titolare del prodotto denominato “Seggio Elettorale
Elettronico e-Voto®”;
D5 - “il 24 marzo 2006, mancavano appena 16 giorni alle
elezioni. E un giornale (Diario ndr) sollevava degli
interrogativi gravissimi su una vicenda (lo scrutinio
elettronico ndr) di cui, apparentemente, nessuno aveva mai
sentito parlare … “il contratto era riservato” … non c’era
stato un regolare appalto, ma si era dovuto procedere
rapidamente perché era cambiata la legge elettorale. Non
venne data particolare risposta a una ditta di informatica
sarda, la Ales, che aveva condotto precedenti
sperimentazioni con un proprio software brevettato e che si
vedeva scippata della sua invenzione. Della serietà delle
tre società che si erano unite per assicurarsi l’appalto di
32 milioni di euro, poi, non si poteva dubitare. La Telecom
era … già impegnata nei servizi elettorali per tutto ciò
che riguardava la telefonia; la Accenture (l’ex Arthur
Andersen travolta dallo scandalo Enron) … la Eds, fondata
dal miliardario americano Ross Perot … il contratto, che
non era visibile, non dipendeva dal ministero dell’Interno,
ma dal dipartimento per l’Innovazione e della tecnologia,
diretto da Lucio Stanca. Un dipartimento che fa parte della
presidenza del Consiglio.” (“i libri di diario”, numero3,
maggio 2007 – pagina 20)
D6 - il 5 aprile 2006, sul quotidiano “International Herald
Tribune” appare un articolo di Eric Sylvers, corrispondente
dell’International Herald Tribune da Milano nel quale, tra
l’altro, scrive che “Il decreto relativo al nuovo metodo di
scrutinio (elettronico) dei voti, approvato dal governo
Berlusconi in gennaio, indica che in caso di contestazione
dei voti scrutinati elettronicamente, questi non saranno
considerati validi e saranno utilizzati i voti scrutinati
manualmente. Ma i critici affermano che un tale sviluppo
potrebbe portare a una crisi simile a quella avvenuta in
Florida nelle elezioni presidenziali americane del 2000. I
critici sottolineano inoltre che il figlio di un ministro
(Pisanu) è partner in una delle società che gestiranno il
processo dello scrutinio elettronico (Accenture). ... Il
contratto principale è stato assegnato, senza un bando
pubblico, a Telecom Italia... Telecom Italia ha rifiutato
di commentare sulla sua scelta di utilizzare Accenture...”
D7 – il 6 aprile 2006 il quotidiano “La Repubblica”
pubblica un articolo proveniente da Milano a firma Luca
Fazzo, con occhiello “L’Allarme”; titolo: “Falle nel
sistema di voto elettronico”; sottotitolo: “Rapporto al
Viminale: rischi di attacchi, intrusioni e blocchi”;
sommari: “I tecnici segnalano varchi nel sistema di
sicurezza, che possono essere utilizzati da hacker”.
“Individuate due linee interne telefoniche del ministero in
grado di agire come “porte”. “La polizia postale ha
attivato un servizio 24 ore su 24 per le denunce di
incursioni”. Testo: Alcune falle rendono vulnerabile il
sistema di “voto elettronico” che in occasione delle
elezioni politiche di domenica e lunedì raccoglierà ed
elaborerà le schede di parte degli elettori italiani.
Secondo un rapporto pervenuto nei giorni scorsi ai
responsabili del ministero degli Interni, il sistema -
appaltato dal Viminale a tre società private - è esposto ad
attacchi, incursioni e blocchi. Inoltre il rapporto segnala
l´individuazione all´interno del ministero degli Interni di
postazioni in grado di entrare nel sistema senza motivo
apparente.?L´esperimento voluto dal governo riguarda, come
è noto, il voto di quattro regioni - Lazio Liguria, Puglia
e Sardegna - ed è stato affidato senza gara d´appalto ad un
consorzio composto dall´americana Eds, da Accenture (ex
Andersen Consulting) e da Telecom Italia. Nei giorni scorsi
una serie di polemiche politiche avevano investito
l´operazione, in particolare per quanto riguardava il
sistema di consegna del voto dei seggi, affidato a
diciottomila lavoratori interinali muniti di una chiavetta
Usb con i dati da riversare nel cervellone centrale. Ma ora
l´attenzione del ministero è focalizzata sulle lacune
indicate dal rapporto promosso dallo stesso Viminale sul
sistema operativo che gestirà i dati. ?Lunedì scorso una
riunione dei responsabili dell´operazione ha comunque
ritenuto che le falle non impediscano di proseguire
l´esperimento: il voto elettronico, dunque, va avanti.
Anche perché in caso di contestazioni e di discrepanze, a
fare testo saranno comunque i tradizionali verbali su
carta.?Ad allarmare i tecnici sono stati alcuni varchi nel
sistema di sicurezza che protegge il sistema, che
potrebbero essere utilizzati da hacker - cioè da vandali
informatici - per alterare il flusso dei dati o per
paralizzarlo con quella che in gergo si chiama Dos, un
sovraccarico di dati tale da mandare in tilt il servizio.
Ma allarmante è stata anche l´individuazione di due utenze
telefoniche interne del ministero in grado di agire come
roots, le porte d´accesso privilegiate che dovrebbero
essere riservate agli operatori del sistema.?Il rischio di
attacchi informatici in occasione delle elezioni è
considerato alto dagli specialisti del settore. La polizia
postale ha attivato un servizio 24 ore su 24 per
raccogliere le denunce di incursioni come quelle che due
giorni fa hanno paralizzato i siti web di due importanti
aziende di comunicazione.” (“i libri di diario”, numero3,
maggio 2007 – pagina 57)
D8 - “Telecom ha anche una serie di doveri pubblici, tra
cui quello di assicurare il funzionamento delle
intercettazioni telefoniche richieste dalla magistratura …
e l’archivio di tutto il traffico telefonico … la security
Telecom ha spiato concorrenti, dipendenti, ha organizzato
dossieraggi … si è interfacciata con i servizi segreti
italiani e francesi, ha ricattato, controllato, spiato, ha
alimentato una serie notevole di società di consulenza che
in realtà erano di spionaggio. Ma la punta di diamante
dell’organizzazione … è il Tiger Team, di cui l’animatore è
Fabio Ghioni … del Tiger Team fanno parte diverse persone;
oltre a Ghioni, Rocco Lucia, Andrea Pompili, Alfredo
Melloni, Roberto Preatoni … A conoscere molti segreti del
Tiger Team è Adamo Bove, responsabile della security della
Tim. Collabora con i magistrati di Milano che conducono
l’inchiesta … Precipita da un viadotto sulla tangenziale di
Napoli il 21 luglio 2006 … è curioso che uomini del Tiger
Team capitanato da Fabio Ghioni siano stati coinvolti dal
Viminale per curare la sicurezza delle operazioni
elettorali del 2006 e in particolare impedire intrusioni di
hacker: così entrarono al Viminale, realizzarono un lungo e
dettagliato sopralluogo, fecero un’ispezione delle
macchine, simulazioni di attacchi, verifica di password e
meccanismi antrintusione.” (“i libri di diario”, numero3,
maggio 2007 – pagine 16-17)
D9 - “Le notizie che Luca Fazzo ebbe per lo scoop
sull’allarme al Viminale venivano da Fabio Ghioni, il capo
del Tiger Team della Telecom, alle dirette dipendenze di
Giuliano Tavaroli.” (“i libri di diario”, numero3, maggio
2007 – pagina 25);
D10 - il 1° marzo 2007, Il Sottosegretario di Stato per
l’interno Francesco Bonato, in risposta all’interrogazione
dell’On. Licandro, scriveva che “Com’è noto, la rilevazione
informatizzata dello scrutinio delle elezioni politiche del
2006, prevista dall’articolo 2 della legge 27 gennaio 2006,
n. 22, è stata curata dal Ministero dell’interno e dal
Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della
Presidenza del Consiglio dei ministri. In particolare,
questa Amministrazione ha seguito la realizzazione della
fase preparatoria, assicurando la conformità alle norme
delle procedure e diramando le numerose circolari a tutti i
soggetti coinvolti, mentre il Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie si è occupato degli aspetti
operativi compresa l’organizzazione sul campo, l’assistenza
tecnica, l’individuazione delle società private coinvolte
nell’iniziativa e la gestione della relativa attività
contrattuale. In vista delle elezioni politiche del 9 e 10
aprile 2006, per rendere ancora più sicuro il sistema
informatico di diffusione dei risultati elettorali, è stata
pianificata un’attività di verifica e test mirata
specificamente a prevenire eventuali attacchi informatici.
Tale attività, svolta nel mese di marzo 2006, ha visto
coinvolti oltre ai competenti uffici ministeriali, Telecom
Italia S.p.a, che ordinariamente svolge attività sulla rete
del Ministero sulla base di convenzioni con il Dipartimento
della pubblica sicurezza, e il già citato Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del
Consiglio dei ministri. Quest’ultimo Dipartimento ha
affidato l’incarico dell’effettuazione dei test antihacker
alla Telecom Italia S.p.A. che ha quindi comunicato i nomi
delle persone incaricate al Centro tecnico informatico
della Direzione centrale dei servizi elettorali, per
consentirne l’accesso presso il Compendio Viminale. Fra
questi nominativi era compreso anche quello del signor
Rocco Lucia. Si precisa che il personale indicato da
Telecom Italia S.p.A. non è intervenuto né sulle macchine,
né sui programmi di raccolta e diffusione dati del Centro
tecnico informatico della Direzione centrale dei servizi
elettorali ed ha effettuato esclusivamente simulazioni di
attacco alla rete. Solo in questo ambito di attività si è
svolto l’incarico del consulente Telecom Rocco Lucia.”
D11 – marzo 2007, Felice Colombrino, capo ufficio stampa
del ministero dell’interno rispondendo a una domanda del
direttore di Diario, Enrico Deaglio, nel richiamare la
risposta all’interrogazione dell’On.Licandro, aggiungeva
che “il Sig. Alfredo Melloni, il cui nominativo figurava
tra quelli comunicati dalla Telecom Italia S.p.A., ha
partecipato solo nei primissimi giorni all’attività
specificata nella risposta alla predetta interrogazione.”.
(“i libri di diario”, numero 3, maggio 2007 – pagina 59);
D12 - il 17 maggio 2007, come riportato dall’Agenzia ANSA,
nell’ambito della trasmissione “Prima serata” in onda su
Telelombardia condotta da David Parenzo, è andata in onda
una intervista realizzata da Stefano Golfari in cui Pilerio
Plastina, avvocato di Fabio Ghioni, ha affermato che “Se
gli specialisti del Tiger team, prestati al Viminale,
avessero voluto manipolare i dati informatici delle
elezioni politiche, sicuramente non avrebbero lasciato
tracce. Perché già avevano tutte le chiavi di accesso e
quindi non avevano alcun bisogno di entrare come hacker nel
sistema … è vero invece che le tre incursioni informatiche
… ci sono state, ma sono state rilevate e contrastate dallo
stesso Tiger Team”.
Chiede di sapere:
relativamente al punto A:
1) quali ragioni hanno indotto il Ministero dell’Interno a
insediare dodici prefetti nel pieno della campagna
elettorale.
relativamente al punto B:
1) con quali modalità il Ministero dell’interno ha
proceduto alla raccolta dei dati e alla loro successiva
comunicazione ai mezzi di stampa nel periodo intercorso
dall’apertura delle urne elettorali alla diffusione
definitiva dei dati ufficiosi da parte dello stesso
Ministero;
2) per quale motivo, nella notte tra il 10 e l’11 aprile
2006, nel corso dello scrutinio dei voti, l’aggiornamento
dei dati che affluivano al Ministero dell’interno è stato
sospeso per diverse ore;
3) quali sono i motivi tecnici che hanno ritardato la
diffusione all’opinione pubblica dei dati ufficiosi da
parte del Ministero dell’interno;
4) a chi sono imputabili gli eventuali errori materiali che
hanno portato alla quantificazione complessiva di 43.028
schede contestate nell’elezione della Camera dei deputati;
5) le ragioni per le quali gli errori concernenti la
quantificazione delle schede contestate si sono concentrati
in un numero limitato di province, in particolare quelle di
Catania, Como, Enna, Pisa e Udine, e a quale livello,
territoriale o centrale, tali errori sono stati compiuti;
6) per quale motivo il Ministero dell’interno ha impiegato
quarantotto ore per rendersi conto degli errori materiali
di cui ai punti 4) e 5);
7) quali dotazioni tecniche il Ministero della giustizia ha
messo a disposizione degli uffici elettorali
circoscrizionali per le operazioni di somma dei dati di
ogni sezione elettorale e di trasmissione degli stessi
all’Ufficio centrale costituito presso la Corte di
cassazione;
8) quanto tempo hanno impiegato gli uffici elettorali
istituiti presso ciascuna corte d’appello per trasmettere i
dati definitivi all’Ufficio centrale di cui al punto 7) e
la data e l’ora di tali trasmissioni.
relativamente al punto C:
1) come si è proceduto alla individuazione degli operatori
informatici;
2) chi ha controllato che gli operatori informatici
avessero i requisiti di cui si da atto essere in possesso
nei decreti di nomina e che avessero ricevuto la necessaria
specifica formazione e l’adeguato addestramento;
3) quando è stato reso noto al Ministero per l’Innovazione
e le tecnologie il numero totale degli uffici elettorali di
sezione delle regioni interessate allo scrutinio
elettronico;
4) per quali ragioni i decreti di nomina degli operatori
informatici non sono stati pubblicati sulla Gazzetta
Ufficiale;
5) ammesso il 9 aprile 176 operatori informatici non si
siano presentati all’ufficio elettorale di sezione, come ha
fatto ad individuarli per poi nominarli con decreto il
giorno successivo;
relativamente al punto D:
1) se il contratto sottoscritto tra “Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le innovazioni e
le tecnologie” e la Telecom italia spa sia pubblico e, in
caso contrario, per quali motivi;
2) se e quali società sono state invitate a presentare una
offerta per la realizzazione di un Sistema integrato per la
rilevazione informatizzata dello scrutinio alle elezioni
politiche del 2006, nonché per la sperimentazione della
trasmissione informatizzata dei risultati dello scrutinio
agli uffici preposti alla proclamazione e convalida degli
eletti; e, nel caso fossero diverse le proposte ricevute,
quali sono i motivi che hanno portato a scegliere Telecom
Italia SpA in quanto Impresa mandataria capogruppo di un
Raggruppamento Temporaneo di Imprese;
2) se risponde al vero che l’ingegner Mario Pelosi, che ha
sottoscritto per conto della “Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento per le innovazioni e le tecnologie”
il contratto con Telecom Italia Spa, era stato in
precedenza Socio della Andersen Consulting/Accenture;
3) se risponde al vero che il signor Gianmario Pisanu, al
momento della firma del contratto di cui al punto 2, era
socio della Accenture;
4) quali iniziative hanno preso il Dipartimento per
l’Innovazione e le Tecnologie presso il Consiglio dei
Ministri e il Ministero dell’Interno a seguito dell’atto
stragiudiziale di diffida promosso dall’azienda Ales srl di
Selargius (CA);
5) Quali sono i nomi degli esperti che Telecom Italia
S.p.A. ha comunicato al Centro tecnico informatico della
Direzione centrale dei servizi elettorali; in quali date
svolsero l’attività di verifica e test mirata
specificamente a prevenire eventuali attacchi informatici,
per quante ore, quali attività svolsero, se e da chi erano
controllati; se a seguito della verifica fecero un rapporto
e se esso sia pubblico;
6) Se risponde al vero che gli esperti della Telecom Italia
S.p.A. individuarono due utenze telefoniche interne del
ministero in grado di agire come roots, le porte d´accesso
privilegiate che dovrebbero essere riservate agli operatori
del sistema; se è stato appurato chi e quando le avesse
fatte attivare; se e quando sono state disattivate;
7) Se risulta che tra gli esperti della Telecom Italia
S.p.A. ammessi al Viminale vi fossero persone coinvolte in
attività di intelligence illegale nel contesto delle
elezioni regionali del 2005, il cosidetto caso Laziogate;
8) Quali misure ha adottato per mettere in sicurezza i
sistemi informatici del Viminale da eventuali attacchi
provenienti dal gestore della rete;
9) Se risponde al vero che la polizia postale ha attivato
un servizio 24 ore su 24 per raccogliere le denunce di
incursioni, se era un numero verde, se era pubblico e come
era stato pubblicizzato, quante denunce ha raccolto e di
che tipo; quali sono le due importanti aziende di
comunicazione le cui incursioni hanno paralizzato i siti
web;
10) Perché il Viminale non si è rivolto al GAT, il nucleo
speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza che,
nel sito ufficiale scrive che “Oltre a tirar fuori dai guai
Ministeri, Enti pubblici e importanti imprese … i
super-esperti di questo Nucleo Speciale sono stati attori
di una delle più mirabolanti investigazioni che ha
assicurato alla giustizia gli hacker colpevoli di aver
violato il Pentagono, la NASA e diversi governi
stranieri.”;
11) chi e con quali strumenti era preposto a controllare
che Telecom non abusasse dei compiti istituzionali
affidatigli e della disponibilità della rete;
12) se, a seguito delle attività di spionaggio illegale
messe in atto dai massimi dirigenti della sicurezza
Telecom, ha preso provvedimenti e quali nei confronti della
società; se e quali controlli ha predisposto, se e quali
misure ha preso per evitare il ripetersi dei fatti citati.